Resilienza
In psicologia, la resilienza è la capacità di affrontare un evento negativo, superarlo ed uscirne rinforzati, riorganizzando positivamente la propria vita.
Essere resilienti non è sinonimo di invulnerabilità, non consiste nel non farsi toccare dagli eventi negativi, negandoli o minimizzandoli, non significa restare uguali a sé stessi respingendo gli urti, significa piuttosto farsi modellare da essi, acquisendo una più approfondita e consapevole conoscenza di sé, sapendo cogliere le opportunità di crescita personale.
In sitensi:
La persona resiliente riesce a trasformare l’evento negativo in fonte di apprendimento, inteso come la capacità di acquisire competenze utili per migliorare la qualità di vita e proseguire nel proprio percorso di crescita e realizzazione, perseguendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Come sviluppare la resilienza?
La resilienza può essere sviluppata e appresa in quanto ha a che fare con i propri pensieri, le proprie emozioni, i comportamenti messi in atto, pertanto non è un dono che si ha o non si ha.
Le Caratteristiche genetiche (temperamento, personalità), rappresentano solamente la base ed indicano qual è il nostro punto di partenza e quanto dobbiamo lavorare su noi stessi; questo fattore non deve rappresentare motivo di sconforto, poiché se siamo portati ad agire in un determinato modo, non vuol dire che non possiamo migliorare o cambiare.
I 5 fattori di sviluppo
1 Attribuzione cognitiva positiva:
- Ottimismo: Il soggetto ottimista interpreta le difficoltà come transitorie e non permanenti, come circoscritte e non pervasive a tutti gli ambiti di vita, infine come non unicamente dipendenti dalla sua responsabilità, bensì come frutto del concorso di più variabili, alcune delle quali fuori dal suo controllo.
- Autostima: avere un giudizio positivo di valore personale nei diversi ambiti di vita ci fa attingere con più facilità alle risorse necessarie utili ad affrontare le diverse situazioni.
- Autoefficacia: la convinzione di poter dominare una determinata situazione aiuta ad attribuirsi un certo grado di controllo sugli eventi esterni.
2 Competenze personali:
La consapevolezza delle proprie competenze risulta essere un elemento fondamentale, poiché conoscere i propri punti di forza e i propri punti di debolezza ci permette di dare alla vita una giusta direzione, lavorando sui propri limiti e perseguendo obiettivi in linea con le nostre competenze più forti.
3 Supporto sociale:
Famiglia, amici, ambiente. (La resilienza è un costrutto multidimensionale che risiede anche nel contesto sociale di appartenenza, nella rete di relazioni intessute prima e dopo l’evento negativo, nel sostegno pratico ed emotivo di cui ognuno dispone. Chi ha una buona resilienza è in genere coinvolto in buone reti di relazioni sociali e non ha difficoltà ad aprirsi con gli altri, a manifestare il proprio dolore e le proprie emozioni dolorose e a chiedere aiuto nel momento del bisogno).
4 Emozioni positive:
Sperimentare emozioni positive cercando di focalizzare la nostra attenzione su ciò che ci fa stare bene aiuta le persone a superare le difficoltà.
5 Obiettivo definito:
Sapere dove si vuole andare e cosa si vuole perseguire aiuta a superare i momenti di stallo e a mettere in atto strategie efficaci.
Conclusioni
Essere resilienti non significa non cadere mai, ma trovare ogni volta il coraggio di rialzarsi. Le difficoltà possono lasciare segni profondi, ma possono anche diventare il punto di partenza per una nuova consapevolezza e una crescita autentica. La resilienza ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, esiste sempre la possibilità di ricominciare.
Lavorare pertanto sui fattori sopra elencati ci aiuta a crescere, migliorare e trovare risposte sempre più adattive rispetto all’ambiente che ci circonda. In molti casi si inizia a farlo proprio quando si crea la necessità, quando ci troviamo quindi in una situazione di difficoltà ed è per questo che dobbiamo rivalutare quella situazione come un evento positivo perché ci ha dato l’opportunità di essere persone migliori. E’ importante però lavorare su se stessi anche quando sembra che vada tutto bene, in questo modo sarà possibile costruire basi solide e diminuire quanto più possibile l’eventualità di cadere.
«Quello che non mi uccide mi rende più forte»